Martedì 11 dicembre l’Archivio Storico Capitolino nell’ambito del ciclo di conferenze Lavoro, Arti e Mercato a Roma in Età Rinascimentale, organizzato in collaborazione con l’Ente Morale Roma nel Rinascimento, ospiterà l’incontro
Raffaello: Dalla Bottega all’Azienda
a cura di Stefania Pasti
Quando arrivò a Roma, Raffaello era un giovane pittore formatosi in una bottega tradizionale come quella di suo padre Giovanni Santi a Urbino. Ben presto però le committenze sempre più ampie da parte di Giulio II e poi soprattutto di Leone X necessitarono la collaborazione di un numero di pittori sempre maggiore, e poi l’articolazione del lavoro in diverse specializzazioni affidate a professionisti dei singoli settori. Tecniche diverse come scultura, incisione, intarsi lignei, lavori in stucco, confluirono nell’attività della bottega sotto la direzione di Raffaello, che forniva i disegni delle opere da realizzare e ne sorvegliava l’esecuzione. Gradatamente, Raffaello assunse sempre di più la funzione dell’imprenditore, molto ben retribuito, di una bottega trasformatasi in un’azienda dalla multiforme attività. Questo modello imprenditoriale fu con molto successo trasferito dal suo maggior discepolo Giulio Romano alla corte ducale di Mantova.